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Trentino-Alto Adige: una regione di vini tra le montagne

Il Trentino-Alto Adige è una regione che si estende tra le Alpi e le Dolomiti, al confine con l’Austria e la Svizzera. È una terra di contrasti, dove convivono due culture, due lingue e due tradizioni vitivinicole diverse. Il Trentino, nella parte sud, coincidente con la provincia di Trento, è di impronta latina, l’Alto Adige, nella parte nord, coincidente a sua volta con la provincia di Bolzano, è invece di origine germanica. Entrambe le zone producono vini di grande qualità, espressione del territorio e della propria storia. Ma quali sono le caratteristiche che rendono unici questi vini? Quali sono i vitigni autoctoni e internazionali che li compongono? Quali sono le zone di produzione più importanti e i loro stili? E soprattutto, come abbinare al meglio questi vini con il cibo? In questo articolo cercheremo di rispondere a queste domande, accompagnandovi in un viaggio alla scoperta dei vini del Trentino-Alto Adige.

La storia dei vini trentino-altoatesini

La viticoltura in Trentino-Alto Adige ha origini antiche, che risalgono all’epoca dei Reti, dei Romani e dei Longobardi. Questi popoli introdussero diverse varietà di vite, che ben si adattarono al clima e al terreno della regione. Nel Medioevo i vini trentino-altoatesini furono apprezzati dai principi vescovi, dai nobili e dai mercanti, che ne favorirono la diffusione e la qualificazione. Ne è un esempio il caso del vescovo di Trento, Federico Vanga, che nel 1218 donò al monastero di San Lorenzo di Genova una vigna situata nella zona di Pressano, località vicino a Lavis (TN), nota per la produzione di vini di qualità. Il vescovo, infatti, era un grande estimatore dei vini della regione, e li usava anche come moneta di scambio con i nobili e i mercanti che frequentavano la sua corte. In questo modo, i vini trentino-altoatesini si diffusero anche al di fuori dei confini regionali, e acquisirono fama e prestigio. Tra il XV e il XVIII secolo, il Trentino-Alto Adige fu dominato dagli Asburgo, che esportarono i vini della regione in tutto l’impero austriaco e oltre. Nel XIX secolo, la regione fu colpita dalla fillossera, un parassita che distrusse gran parte dei vigneti. Fu necessario reimpiantare le viti con portainnesti americani resistenti al parassita, e introdurre nuove varietà di uva, tra cui quelle internazionali come il Pinot, il Riesling, il Gewürztraminer e il Müller Thurgau. Nel XX secolo, i vini trentino-altoatesini conobbero una nuova fase di sviluppo e di innovazione, grazie al lavoro di viticoltori ed enologi che sperimentarono nuove tecniche di vinificazione e di affinamento, valorizzando sia i vitigni autoctoni che quelli internazionali. Alcune delle tappe fondamentali di tale sviluppo furono:

  • La fondazione dell’Istituto di San Michele all’Adige nel 1874, una delle prime scuole agrarie dotate di una stazione sperimentale di enologia, oggi tra i più qualificati atenei in Europa.
  • La produzione del primo spumante con rifermentazione in bottiglia della regione da parte di Giulio Ferrari nel 1902, che ottenne un grande successo e una medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di Milano del 1906.
  • La suddivisione dell’Alto Adige in 7 sottoregioni DOC nel 1975, per regolare l’etichettatura dei vini altoatesini secondo la loro origine e garantire la qualità e la tipicità dei prodotti.

Oggi, i vini trentino-altoatesini sono tra i più apprezzati e premiati a livello nazionale e internazionale, e rappresentano una delle eccellenze del Trentino-Alto Adige.

Il clima e il terreno del Trentino-Alto Adige

Il Trentino-Alto Adige è una regione che presenta una grande diversità di clima e di terreno, che influenzano in modo determinante la produzione dei vini. La regione può essere suddivisa in tre macro-aree: la zona montana, formata dalle Alpi e dalle Dolomiti, la zona collinare, compresa tra i 200 e i 700 metri di altitudine, e la zona di pianura, che si estende lungo la valle dell’Adige.

  • La zona montana ha un clima alpino, con inverni freddi ed estati fresche, e un terreno prevalentemente roccioso e povero. Qui si producono vini di alta qualità, con profumi delicati e freschi, e una buona acidità.
  • La zona collinare ha un clima sub-continentale, con inverni miti ed estati calde, e un terreno vario, che va dal calcareo al porfirico, dal vulcanico al morenico. Qui si producono vini di grande personalità, con aromi intensi e persistenti, e una buona struttura.
  • La zona di pianura ha un clima temperato, con inverni freddi ed estati calde, e un terreno alluvionale, formato da ghiaia, sabbia e argilla. Qui si producono vini di facile beva, con profumi fruttati e floreali, e una buona morbidezza.

Le regioni di produzione e i vitigni del Trentino-Alto Adige

Il Trentino-Alto Adige conta 8 DOC e 4 IGT, che coprono quasi tutta la superficie vitata della regione. Le DOC sono l’Alto Adige, il Casteller, il Lago di Caldaro, il Teroldego Rotaliano, il Trentino, il Trento, il Valdadige e il Valle di Cembra. Le IGT sono l’IGT delle Venezie, il Mitterberg, il Vigneti delle Dolomiti ed il Weinberg Dolomiten. Il Trentino-Alto Adige è una regione che privilegia le uve a bacca bianca, che rappresentano il 60% della superficie vitata. Tra queste, le più coltivate sono il Pinot grigio, lo Chardonnay, il Gewürztraminer e il Müller Thurgau. Queste uve danno origine a vini bianchi di grande qualità, che spaziano da quelli freschi e leggeri a quelli corposi e complessi, da quelli fruttati e floreali a quelli speziati e minerali. Tra le uve a bacca nera, che occupano il 40% della superficie vitata, le più diffuse sono la Schiava, il Lagrein, il Merlot e il Pinot nero. Queste uve producono vini rossi di buon carattere, che vanno da quelli morbidi e armonici a quelli tannici e robusti, da quelli fruttati e speziati a quelli vegetali e balsamici. Oltre alle uve internazionali, il Trentino-Alto Adige vanta una ricca varietà di vitigni autoctoni, che esprimono al meglio il territorio e la tradizione della regione. Tra questi, i più importanti sono:

  • Il Teroldego, un vitigno a bacca nera che produce un vino rosso rubino, con riflessi violacei. Al naso ha profumi di frutti di bosco, viola, liquirizia e note speziate. Al palato è secco, tannico, corposo e persistente. Il Teroldego ha una DOC che si estende nella zona del Rotaliano, dove il terreno ghiaioso e il clima continentale ne favoriscono la coltivazione. Il Teroldego si abbina bene con le carni rosse, i formaggi stagionati, i piatti a base di selvaggina e i salumi.
  • Il Lagrein, un vitigno a bacca nera che produce un vino rosso violaceo, con riflessi porpora. Al naso ha profumi di frutti di bosco, ciliegia, cacao e note balsamiche. Al palato è secco, tannico, strutturato e persistente. Il Lagrein ha una DOC che si estende nella zona dell’Alto Adige, dove il terreno alluvionale e il clima temperato ne favoriscono la coltivazione. Il Lagrein si abbina bene con le carni rosse, i formaggi stagionati, i piatti a base di spezie e le zuppe di legumi.
  • La Schiava, un vitigno a bacca nera che produce un vino rosso chiaro, con riflessi rosati. Al naso ha profumi di frutti rossi, mandorla, violetta e note pepate. Al palato è secco, leggero, fresco e delicato. La Schiava ha una DOC che si estende nella zona dell’Alto Adige, dove il terreno porfirico e il clima fresco e ventilato ne esaltano le caratteristiche. La Schiava si abbina bene con gli antipasti di pesce, le carni bianche, i formaggi freschi e i salumi.
  • Il Müller Thurgau, un vitigno a bacca bianca che produce un vino bianco paglierino, con riflessi verdognoli. Al naso ha profumi di frutta esotica, fiori bianchi, mela verde e note di muschio. Al palato è secco, fresco, fruttato e aromatico. Il Müller Thurgau ha una DOC che si estende in tutta la regione, ma le zone più vocate sono quelle della Val di Cembra e della Val di Non, dove il terreno porfirico e il clima fresco e ventilato ne esaltano le caratteristiche. Il Müller Thurgau si abbina bene con gli antipasti di pesce, le zuppe di verdure, i formaggi freschi e i salumi.
  • La Nosiola, un vitigno a bacca bianca che produce un vino bianco paglierino, con riflessi dorati. Al naso ha profumi di frutta secca, miele, fiori gialli e note di mandorla. Al palato è secco, morbido, caldo e persistente. La Nosiola ha una DOC che si estende nella zona della Valle dei Laghi, dove il terreno calcareo e il clima mite ne favoriscono la coltivazione. La Nosiola si abbina bene con i primi piatti a base di pesce, le carni bianche, i formaggi semi-stagionati e i salumi. Da questo vitigno si ottiene anche il famoso Vino Santo Trentino, un vino dolce e aromatico, ottenuto da uve appassite. Da considerare che Nosiola non è un nome italiano, bensì dialettale. Esso deriva infatti dal vernacolo trentino, in cui il significato è nocciola, con cui ci si riferisce probabilmente al gusto amarognolo, che ricorda proprio la nocciola, di questo vino. Anche la scelta dell’articolo ha la sua precisa importanza. Si può dire infatti “la” Nosiola o “il” Nosiola, identificando subito per la tradizione trentina la provenienza del vino dalla Valle dei Laghi nel primo caso, o da altre zone della Valle dell’Adige.
  • Il Marzemino, un vitigno a bacca nera che produce un vino rosso rubino, con riflessi violacei. Al naso ha profumi di frutti rossi, viola, liquirizia e note speziate. Al palato è secco, morbido, armonico e delicato. Il Marzemino ha una DOC che si estende nella zona del Trentino, dove il terreno alluvionale e il clima temperato ne favoriscono la coltivazione. Il Marzemino si abbina bene con le carni rosse, i formaggi stagionati, i piatti a base di funghi e i risotti.
  • Il Gewürztraminer, un vitigno a bacca bianca che produce un vino bianco dorato, con riflessi ramati. Al naso ha profumi di frutta esotica, rosa, cannella e note di chiodi di garofano. Al palato è secco, corposo, aromatico e persistente. Il Gewürztraminer ha una DOC che si estende nella zona dell’Alto Adige, dove il terreno argilloso e il clima continentale ne favoriscono la coltivazione. Il Gewürztraminer si abbina bene con i piatti speziati, i formaggi erborinati, i foie gras e i dolci a base di frutta.

Gli abbinamenti con il cibo

I vini del Trentino-Alto Adige sono perfetti per accompagnare la cucina tipica della regione, che si caratterizza per la sua varietà e la sua qualità. La cucina trentino-altoatesina è infatti influenzata dalle tradizioni gastronomiche dei popoli che hanno abitato la regione, come i Reti, i Romani, i Longobardi, gli Asburgo e gli Slavi. Tra i piatti tipici della regione, possiamo citare:

  • canederli, delle polpette di pane raffermo, uova, latte e spezie, che possono essere arricchite con speck, formaggio o spinaci. I canederli si abbinano bene con i vini rossi leggeri e freschi, come la Schiava, il Lagrein o il Marzemino.
  • Lo strudel, un dolce a base di pasta sfoglia, ripieno di mele, uvetta, pinoli e cannella, che può essere servito caldo o freddo. Lo strudel si abbina bene con i vini bianchi dolci e aromatici, come il Müller Thurgau, la Nosiola o il Gewürztraminer.
  • Lo speck, un prosciutto crudo affumicato, che ha una denominazione di origine protetta. Lo speck si abbina bene con i vini bianchi freschi e fruttati, come il Pinot grigio, lo Chardonnay o il Sauvignon.
  • La polenta, una pietanza a base di farina di mais, che può essere accompagnata con formaggi, funghi, carni o salumi. La polenta si abbina bene con i vini rossi morbidi e armonici, come il Merlot, il Cabernet o il Teroldego.

Conclusione

Il Trentino-Alto Adige è una regione che offre una grande varietà di vini, che riflettono il territorio, la storia e la cultura della regione. I vini trentino-altoatesini sono famosi in tutto il mondo per la loro qualità, varietà e originalità, e sono in grado di soddisfare i palati più esigenti e curiosi. Speriamo che questo articolo vi abbia fatto conoscere meglio i vini del Trentino-Alto Adige, e vi abbia invogliato a provarli e ad apprezzarli. Se avete domande, commenti o esperienze da condividere sui vini del Trentino-Alto Adige, lasciate un commento qui sotto. Saremo felici di leggervi e di rispondervi. Grazie per aver letto il nostro articolo. A presto!

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