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L’Angolo del Vitigno: ep. #26 – Albana: il vino bianco più antico della Romagna

Buon 2024 a tutti! In questo articolo vi parlerò del vitigno Albana, uno dei più antichi e tipici dell’Emilia-Romagna, e dei vini che si ottengono da esso. Vi racconterò la sua storia, le sue caratteristiche, le sue zone di produzione, le sue denominazioni di origine, i suoi profumi e sapori, i suoi metodi di vinificazione e i suoi abbinamenti gastronomici. Spero che questo articolo vi piaccia e vi incuriosisca, e che vi invogli a provare o a riscoprire questo vino romagnolo. Se avete domande, curiosità o esperienze da condividere, lasciate un commento alla fine dell’articolo. Buona lettura!

L’Albana è un vitigno a bacca bianca che si coltiva principalmente in Emilia-Romagna, soprattutto nelle province di Bologna, Forlì-Cesena e Ravenna. È considerato uno dei vitigni più antichi d’Italia, tanto che alcuni lo fanno risalire all’epoca romana. Il suo nome potrebbe derivare dal latino albus, che significa bianco, oppure dai Colli Albani, da dove sarebbe stato portato dai Romani nelle terre del Rubicone. L’Albana è stato il primo vino bianco italiano a ottenere la Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) nel 1987, con il nome di Romagna Albana DOCG.

Le caratteristiche del vitigno Albana

L’Albana è un vitigno vigoroso e produttivo, che si adatta bene ai terreni argillosi e calcarei delle colline romagnole. Ha una foglia grande, pentagonale, pentalobata o trilobata, di colore verde scuro. Il grappolo è di dimensione variabile, spargolo, con una o due ali, e di forma conica o cilindrica. L’acino è medio, sferoidale, con una buccia pruinosa, sottile e consistente, di colore verde-giallo. L’Albana ha una buona resistenza alle malattie fungine e agli insetti, ma è sensibile alla botrite e alla maturazione irregolare.

Le zone di produzione dell’Albana

L’Albana si coltiva principalmente in Emilia-Romagna, dove occupa una superficie di circa 2000 ettari. La zona di produzione del Romagna Albana DOCG comprende 22 comuni delle province di Bologna, Forlì-Cesena e Ravenna, situati tra il fiume Reno e il mare Adriatico. Si tratta di un’area collinare, caratterizzata da un clima temperato, con inverni miti ed estati calde e asciutte. Il terreno è prevalentemente argilloso, con presenza di calcare e sabbia. L’Albana si coltiva anche in altre regioni italiane, come Liguria, Marche, Toscana e Umbria, ma con minor diffusione e rilevanza.

Le denominazioni di origine dell’Albana

L’Albana è il vitigno principale del Romagna Albana DOCG, che prevede quattro tipologie di vino: secco, amabile, dolce e passito. Il Romagna Albana DOCG deve essere ottenuto da uve Albana al 95% minimo, con la possibilità di aggiungere fino al 5% di altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione in Emilia-Romagna. Il titolo alcolometrico volumico totale minimo varia dal 12% per il secco al 17% per il passito. Il passito deve essere ottenuto da uve appassite su graticci o in pianta, e deve avere una concentrazione di zuccheri riduttori di almeno 70 g/l. Il passito riserva deve invecchiare almeno due anni prima dell’immissione al consumo. L’Albana è presente anche in altre denominazioni di origine della Romagna, come il Colli di Faenza DOC, il Colli di Rimini DOC, il Colli di Scandiano e di Canossa DOC e il Colli d’Imola DOC.

Le caratteristiche organolettiche dell’Albana

L’Albana è un vino bianco che può assumere sfumature diverse a seconda della tipologia e della zona di produzione. In generale, ha un colore giallo paglierino, tendente al dorato per i prodotti invecchiati o passiti. L’odore è caratteristico del vitigno, con note floreali (gelsomino, acacia, miele) e fruttate (pesca, albicocca, agrumi, frutta candita). Il sapore varia dal secco all’amabile al dolce, con una buona struttura, una certa tannicità, una moderata acidità e un finale persistente. L’Albana è un vino che può essere bevuto giovane, ma che può anche migliorare con l’invecchiamento, soprattutto nella versione passita.

Gli stili di produzione dell’Albana

L’Albana è un vino che si presta a diversi stili di produzione, che ne esaltano le potenzialità e la versatilità. Il metodo più tradizionale è quello di vinificare le uve in bianco, cioè senza contatto con le bucce, per ottenere un vino fermo, secco, amabile o dolce. Alcuni produttori, invece, sperimentano la vinificazione in rosso, cioè con macerazione sulle bucce, per ottenere un vino bianco di macerazione, più intenso e complesso. Un altro metodo è quello di appassire le uve su graticci o in pianta, per concentrare gli zuccheri e gli aromi, e ottenere un vino passito, dolce e avvolgente. Infine, alcuni produttori realizzano anche un vino spumante, ottenuto con il metodo classico o il metodo Charmat, per conferire al vino freschezza e vivacità.

Gli abbinamenti gastronomici dell’Albana

L’Albana è un vino che si accompagna bene a diversi piatti della cucina romagnola e italiana, a seconda della tipologia e della struttura. L’Albana secco si abbina bene a piatti di pesce, come il brodetto di pesce, le seppie in umido, le cozze alla marinara, ma anche a carni bianche, come il pollo alla cacciatora, il coniglio in porchetta, il tacchino ripieno. L’Albana amabile e dolce si sposa bene con i formaggi stagionati, come il pecorino romano, il parmigiano reggiano, il gorgonzola, ma anche con i dolci, come la crostata di frutta, la torta di mele, il tiramisù. L’Albana passito è un vino da meditazione, da gustare da solo o con dolci secchi, come i cantucci, i biscotti di Prato, i zaletti, o con formaggi erborinati, come il roquefort, lo stilton, il gorgonzola piccante.

L’Albana è un vino bianco che racconta la storia, la cultura e la tradizione della Romagna, una terra ricca di sapori e di ospitalità. È un vino che sa sorprendere per la sua varietà, la sua personalità e la sua qualità. Se non lo conoscete ancora, vi consiglio di provarlo, magari in una delle tante cantine che lo producono con passione e competenza. Se lo conoscete già, vi invito a riscoprirlo, magari in una delle sue diverse tipologie, che vi faranno apprezzare le sue sfumature e le sue potenzialità. E se avete voglia di condividere la vostra opinione, una vostra curiosità o una vostra esperienza con questo vino, sentitevi liberi di lasciare un commento qui sotto. Vi aspetto!

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