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L’Angolo del Vitigno: ep. #24 – Trebbiano: la famiglia di vitigni bianchi più coltivata in Italia

Ti sei mai chiesto cosa c’è dietro un bicchiere di vino bianco italiano? Quali sono le uve che lo compongono, da dove provengono, come vengono coltivate e trasformate? Se sei curioso di scoprire il mondo del vino italiano, in questo articolo ti parlerò di una delle famiglie di vitigni più rappresentative e versatili del nostro paese: il Trebbiano.

Il Trebbiano è una famiglia di vitigni a bacca bianca che ha origini antichissime, risalenti all’epoca romana. Il loro nome deriva dal latino “Trebula”, che significa fattoria, e indica la loro diffusione nelle campagne e la loro vocazione a produrre vini semplici e rustici, da bere quotidianamente. Plinio il Vecchio, nel suo Naturalis Historia, descrive un “Vinum Trebulanum”, che secondo questa interpretazione, sarebbe un “vino di paese” o “vino casareccio”.

La famiglia del Trebbiano comprende diversi vitigni, che spesso prendono il nome dalla regione o dalla zona di maggiore diffusione. Tra i più noti, ricordiamo il Trebbiano Toscano, il Trebbiano Abruzzese, il Trebbiano Romagnolo, il Trebbiano di Soave, il Trebbiano Spoletino e il Trebbiano Giallo. Alcuni di questi vitigni sono stati portati in Francia, dove sono conosciuti come Ugni Blanc, e costituiscono la base per la produzione del Cognac e dell’Armagnac, i famosi distillati francesi.

Il Trebbiano è il vitigno bianco più coltivato in Italia, con una superficie di circa 22.500 ettari, è presente in molte regioni italiane, da nord a sud, e contribuisce alla produzione di diversi vini DOC. Il Trebbiano è un vitigno che si adatta a diversi terreni e climi, che ha una buona produttività e resistenza alle malattie, e che conferisce ai vini una spiccata acidità, utile per la conservazione e l’invecchiamento.

Caratteristiche ampelografiche del Trebbiano

Il Trebbiano è un vitigno vigoroso e produttivo, ma che ha bisogno di una potatura corta e di una gestione attenta della vigna. La sua foglia è media, orbicolare, pentagonale, intera o trilobata. Il grappolo è cilindrico, alato e mediamente compatto. Gli acini sono medi, sferici, di colore giallo-verdognolo con sfumature rossastre a maturazione. La buccia è spessa e pruinosa.

Il Trebbiano è un vitigno che resiste bene al caldo, alla siccità, agli sbalzi termici e alla peronospora. L’unico nemico del Trebbiano è l’oidio, una malattia fungina che può compromettere la qualità delle uve.

Il Trebbiano ha una germogliazione e una maturazione tardive, che lo proteggono dalle gelate primaverili e autunnali. La vendemmia avviene tra settembre e ottobre, a seconda delle zone e delle annate.

Zone di vocazione e denominazioni di origine del Trebbiano

Il Trebbiano è un vitigno tipico dell’Italia centrale, dove trova la sua massima espressione nelle regioni Toscana, Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria e Emilia-Romagna. Qui il Trebbiano beneficia di un clima temperato, con inverni miti ed estati calde, e di un suolo vario, che va dal sabbioso al calcareo, dal vulcanico al argilloso.

Il Trebbiano è presente anche in altre regioni italiane, come Lombardia, Veneto, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, dove contribuisce alla produzione di diversi vini DOC, come Lugana, Soave, Greco di Tufo, Matera, Cirò, Alghero e molti altri.

Caratteristiche organolettiche del Trebbiano

Il Trebbiano è un vitigno che può dare vini molto diversi tra loro, a seconda delle tecniche di vinificazione e dell’influenza del territorio. In generale, i vini ottenuti dal Trebbiano hanno un colore giallo paglierino chiaro e luminoso, con riflessi verdognoli o dorati. Al naso, i profumi sono delicati e neutri, con note di frutta bianca, fiori, erbe, miele e mandorla. In bocca, i vini sono freschi, asciutti, leggeri, con una buona acidità e una bassa persistenza.

Il Trebbiano può essere vinificato in diversi modi, dando origine a vini di diverso stile e carattere. Alcuni esempi sono:

  • Spumante: il Trebbiano può essere utilizzato per produrre spumanti metodo classico o charmat, con una spuma fine e persistente, un perlage vivace e un aroma fruttato e floreale.
  • Passito: il Trebbiano può essere sottoposto a un’appassimento delle uve, sia in pianta che in fruttaio, per concentrare gli zuccheri e gli aromi. Il risultato è un vino dolce, intenso, complesso, con note di frutta secca, candita, marmellata e spezie.
  • Fermo: il Trebbiano può essere vinificato in purezza o in uvaggio con altre varietà, con o senza l’uso del legno, con o senza la macerazione sulle bucce. Il vino è fresco, asciutto, leggero, con una buona acidità e una bassa persistenza. A seconda delle tecniche usate, il vino può essere più o meno aromatico, più o meno complesso, più o meno longevo.

Stili di produzione dei vini a base di Trebbiano

Il Trebbiano è un vitigno che può esprimere diverse sfumature e stili di vino, a seconda delle tecniche di vinificazione e dell’influenza del territorio. Alcuni esempi di produttori che hanno saputo valorizzare il Trebbiano sono:

  • Valentini: uno dei pionieri del Trebbiano e del vino abruzzese, che ha saputo reinterpretare il vitigno in chiave moderna e qualitativa, producendo vini di grande personalità e carattere, come il Trebbiano d’Abruzzo, il Cerasuolo d’Abruzzo e il Montepulciano d’Abruzzo.
  • Antinori: una delle aziende più prestigiose e storiche della Toscana, che ha fatto del Trebbiano uno dei suoi vitigni simbolo, producendo vini eleganti e raffinati, come il Villa Antinori Bianco, il Cervaro della Sala e il Muffato della Sala.
  • Anselmi: una delle aziende più innovative e dinamiche del Veneto, che ha sperimentato il Trebbiano in diversi terroir della zona di Soave, dando vita a vini diversi e distintivi, come il San Vincenzo, il Capitel Croce e il Capitel Foscarino.

Abbinamenti migliori con il cibo del Trebbiano

Il Trebbiano è un vitigno che si abbina bene con il cibo, grazie alla sua freschezza, acidità e leggerezza. In particolare, si sposa bene con i piatti a base di pesce, sia crudo che cotto, come il sushi, il carpaccio, le tartare, le insalate, le fritture, le grigliate, le zuppe e i risotti. Il Trebbiano si accompagna anche bene con i formaggi freschi e stagionati, con le verdure, con le carni bianche e con i piatti leggeri e delicati.

Alcuni esempi di abbinamenti sono:

  • Trebbiano spumante con ostriche, capesante, gamberi, salmone, caviale, finger food.
  • Trebbiano passito con formaggi erborinati, dolci a base di frutta secca, crostate, cannoli, cassata.
  • Trebbiano fermo con antipasti di mare, insalate di polpo, cozze, alici, pizza, focaccia.
  • Trebbiano in purezza con caponata, parmigiana di melanzane, pasta alla norma, arancini, panelle, cassata.

Il Trebbiano è una famiglia di vitigni bianchi che merita di essere conosciuta e apprezzata, per la sua storia, la sua versatilità e la sua qualità. Può dare vini di diversi stili e caratteri, che riflettono il territorio e la personalità dei produttori ed è un vino che si abbina bene con il cibo, soprattutto con i piatti a base di pesce e di verdure. Il Trebbiano è un vino che ti fa viaggiare con la mente e con il palato, alla scoperta dell’Italia e delle sue bellezze.

Spero che questo articolo ti sia piaciuto e che ti abbia fatto venire voglia di provare il Trebbiano. Se hai già assaggiato questo vino, raccontami la tua esperienza nei commenti. Se invece non lo hai ancora provato, ti consiglio di farlo al più presto. Ti assicuro che non te ne pentirai!

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