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L’Angolo del Vitigno: ep. #21 – Il Moscato: Un Viaggio Nell’Universo dei Vitigni Italiani

Se sei un appassionato di vino o semplicemente vuoi scoprire qualcosa di nuovo, sei nel posto giusto. Oggi ti parlerò della famiglia di vitigni autoctonie italiani del Moscato, una delle più antiche e aromatiche del mondo. Ti racconterò la sua storia, le sue caratteristiche, le sue zone di produzione, le sue denominazioni di origine, i suoi stili di vino e i suoi abbinamenti gastronomici. Ti assicuro che rimarrai sorpreso dalla varietà e dalla qualità di questi vini, che possono essere dolci o secchi, fermi o frizzanti, passiti o spumanti. Sei pronto a iniziare questo viaggio nel mondo del Moscato? Allora continua a leggere!

La storia del Moscato

Il Moscato è una famiglia di vitigni che comprende diverse varietà, sia a bacca bianca che nera o rosata, accomunate dalla presenza di sostanze aromatiche che conferiscono ai vini un profumo intenso e caratteristico, spesso simile al muschio o alla noce moscata. Il nome Moscato deriva infatti dal latino muscum, che significa appunto muschio, e si riferisce a un’essenza molto apprezzata nell’antichità per la sua dolcezza.

Le origini del Moscato sono molto antiche e si collocano nel bacino medio-orientale del Mediterraneo, da dove questi vitigni vennero diffusi dapprima dai coloni greci nelle regioni italiane meridionali, poi dai Romani e, a partire dal Medioevo, dai Veneziani in gran parte d’Europa. Secondo recenti analisi filogenetiche, il progenitore del Moscato bianco, considerato il più antico e il prototipo della famiglia, sarebbe originario della Grecia e corrisponderebbe alle antiche stika. Il Moscato giallo sarebbe invece di origine mediorientale: proverrebbe dalla Siria (un sinonimo è proprio Moscato sirio) oppure, secondo altri autori, ancora dalla Grecia. È invece del tutto sconosciuta l’area di origine del Moscato nero, diffusosi dapprima in Francia, Germania, Ungheria e solo tardivamente in Italia.

È quasi certo che le viti citate da Plinio, Catone, Columella e Varrone col nome di Apianae, per la dolcezza del frutto ricercato dalle api, dovevano essere analoghe agli attuali Moscati. Columella distinse tre tipi di Apianae, due dei quali con foglie lanuginose (lanatae), la terza glabre (nudifoliis), corrispondenti forse agli attuali Moscato bianco e giallo. “Gli antichi romani davano il nome di Apicia (Catone), poi di Apiana (Plinio) all’uva che, per la dolcezza sua, veniva, a preferenza delle altre, assalita e corrosa dalle api”.

Le caratteristiche ampelografiche del Moscato

Dal punto di vista ampelografico, il Moscato presenta una foglia di grandezza media, pentagonale, tri o pentalobata. Il grappolo è medio, cilindrico-piramidale, alato o spargolo. L’acino è medio, di forma sferica, con buccia sottile, pruinosa, di colore giallo-verde, giallo, rosa o nero a seconda della varietà. Il pedicello è medio, grosso, verde. Il pennello è lungo, giallo. La polpa è un po’ carnosa e succosa, con sapore gradevolmente moscato.

Le principali varietà di Moscato coltivate in Italia sono:

  • Moscato bianco: è il più diffuso e pregiato, presente in tutta Italia. È la base di vini famosi come il Moscato d’Asti, il Moscato di Pantelleria, il Moscato di Noto, il Moscato di Trani, il Moscadello di Montalcino e molti altri.
  • Moscato giallo: è coltivato soprattutto in Trentino-Alto Adige e in Veneto. Ha un grappolo più grande e allungato ed un acino più giallo e spesso. È la base del Moscato Giallo e del Moscato Fior d’Arancio.
  • Moscato di Alessandria o Zibibbo: è originario dell’Egitto e diffuso nel Mediterraneo, soprattutto in Sicilia e Sardegna. Ha un grappolo grande e compatto ed un acino grosso e ovale. È la base del Moscato di Pantelleria, del Moscato di Siracusa, del Moscato di Cagliari e del Moscato di Sardegna.
  • Moscato rosa: è coltivato nel nord-est, soprattutto in Alto Adige. Ha un grappolo medio e conico ed un acino piccolo e rosato. È la base del Moscato Rosa e del Moscato di Scanzo.
  • Moscato di Terracina: è una varietà locale diffusa solo nel Lazio, utilizzata sia per produrre vino sia come uva da tavola. Ha un grappolo grande e piramidale ed un acino sferico e giallo-verde. È la base del Moscato di Terracina.
  • Moscatello selvatico: è una varietà antica e rara, coltivata in alcune zone del centro-sud Italia. Ha un grappolo piccolo e cilindrico ed un acino piccolo e giallo. È la base del Moscatello di Taggia e del Moscatello di Castiglione in Teverina.

Le zone di vocazione del Moscato

Il Moscato è un vitigno che si adatta a diversi climi e terreni, ma che esprime al meglio le sue potenzialità in zone collinari, con esposizione soleggiata e ventilata, e in terreni sabbiosi, calcarei o vulcanici, che favoriscono la concentrazione degli aromi e degli zuccheri. In Italia il Moscato è coltivato in quasi tutte le regioni, ma le zone di maggiore vocazione sono:

  • Il Piemonte, dove il Moscato bianco trova il suo habitat ideale nelle colline del Monferrato e delle Langhe, tra le province di Asti, Alessandria e Cuneo. Qui si producono il Moscato d’Asti e l’Asti spumante, due vini dolci e frizzanti, ottenuti con il metodo Martinotti o Charmat, che esaltano il profumo e il sapore del vitigno. Il Moscato d’Asti ha una gradazione alcolica inferiore (circa 5%) e una presa di spuma più delicata rispetto all’Asti spumante (circa 7%), che ha una maggiore effervescenza e persistenza. Entrambi i vini hanno il riconoscimento DOCG e sono tra i più apprezzati ed esportati al mondo. In Piemonte si produce anche il Moscato di Loazzolo, un vino passito ottenuto da uve appassite in fruttaio, che ha una gradazione alcolica di 12% ed un colore giallo dorato. Anche questo vino ha il riconoscimento DOCG ed è prodotto in quantità limitate.
  • La Sicilia, dove lo Zibibbo ha trovato il suo terroir d’elezione nell’isola di Pantelleria, dove è coltivato da secoli con il sistema ad alberello, che protegge le piante sia dal vento che dalla siccità. Qui si produce il Moscato di Pantelleria, un vino passito ottenuto da uve appassite al sole, che ha una gradazione alcolica di 14% ed un colore ambrato. Il vino ha il riconoscimento DOC e ha una grande complessità aromatica, con note di albicocca, miele, agrumi e spezie. In Sicilia si producono anche il Moscato di Noto ed il Moscato di Siracusa, due vini dolci e fruttati, ottenuti con il metodo Martinotti o Charmat, che hanno il riconoscimento DOC ed una gradazione alcolica di 11%.
  • Il Veneto, dove il Moscato giallo e il Moscato rosa sono coltivati in alcune zone collinari, con terreni vulcanici (come per esempio nella zona dei Colli Euganei) e sabbiosi. Qui si producono il Moscato Giallo e il Moscato Fior d’Arancio, due vini dolci e frizzanti, ottenuti con il metodo Martinotti o Charmat, che hanno il riconoscimento DOCG ed una gradazione alcolica di 11%. Il Moscato Giallo ha note di frutta esotica, fiori e miele, mentre il Moscato Fior d’Arancio ha note di arancia, mandarino e bergamotto. In Veneto si produce anche il Moscato Rosa, un vino passito ottenuto da uve appassite in fruttaio, che ha una gradazione alcolica di 12% ed un colore rosso rubino. Il vino ha il riconoscimento DOC ed ha una grande complessità aromatica, con note di rosa, ciliegia, cannella e chiodi di garofano.
  • Il Trentino-Alto Adige, dove il Moscato giallo ed il Moscato rosa sono coltivati in alcune zone montane, con terreni calcarei e argillosi. Qui si producono il Moscato Giallo e il Moscato Rosa, due vini dolci e frizzanti, ottenuti con il metodo Martinotti o Charmat, che hanno il riconoscimento DOC ed una gradazione alcolica di 11%. Il Moscato Giallo ha note di frutta esotica, fiori e spezie, mentre il Moscato Rosa ha note di rosa, frutti di bosco, liquirizia e pepe. In Trentino-Alto Adige si produce anche il Moscato Rosa, un vino passito ottenuto da uve appassite in fruttaio, che ha una gradazione alcolica di 12% ed un colore rosso rubino. Il vino ha il riconoscimento DOC ed ha una grande complessità aromatica, con note di rosa, ciliegia, cannella e chiodi di garofano.
  • La Puglia, dove il Moscato di Trani è coltivato in alcune zone costiere, con terreni calcarei e sabbiosi. Qui si produce il Moscato di Trani, un vino liquoroso ottenuto con il metodo solera, o delle criaderas, che prevede un sistema di invecchiamento statico in botti di rovere. Il vino ha il riconoscimento DOC ed una gradazione alcolica di 15%. Il Moscato di Trani ha note di frutta candita, miele, caramello e vaniglia, e si abbina bene con dessert, formaggi stagionati e frutta secca.

Le caratteristiche organolettiche del Moscato

Dal punto di vista organolettico, il Moscato presenta una serie di caratteristiche che lo rendono unico e inconfondibile. Il Moscato ha infatti un profilo aromatico molto intenso e variegato, che dipende dalla varietà, dal terroir, dallo stile di vinificazione e dall’affinamento. Il Moscato ha inoltre una struttura e un equilibrio che variano a seconda del grado di dolcezza, di acidità e di effervescenza. Il Moscato ha infine una persistenza e una complessità che dipendono dalla concentrazione e dalla maturazione degli aromi e degli zuccheri. Di seguito, una descrizione delle principali caratteristiche organolettiche del Moscato, in base al colore, al profumo, al sapore e al retrogusto.

Colore

Il colore del Moscato varia a seconda della varietà, dal giallo paglierino al giallo dorato, dal rosa tenue al rosso rubino. Dipende inoltre dallo stile di vinificazione, dal grado di ossidazione e dall’invecchiamento, e può essere influenzato anche dalla presenza di bollicine, che conferiscono al vino una maggiore luminosità e brillantezza.

Profumo

Il profumo del Moscato è il suo tratto distintivo, che lo rende facilmente riconoscibile e apprezzabile. Il suo profumo è in genere molto intenso e variegato, con note fruttate, floreali, speziate e mielose, e varia a seconda della varietà, che possono portare note di frutta esotica, agrumi, fiori, muschio, noce moscata, miele, caramello, vaniglia e spezie. Il profumo del Moscato dipende anche dal terroir, che può conferire note minerali, salmastre, vulcaniche e terrose. Dipende anche dallo stile di vinificazione, che può apportare note di lievito, pane tostato, mandorla e nocciola. Ed infine dall’affinamento, con cui può acquisire note di frutta secca, frutta candita, marmellata, cioccolato e tabacco.

Sapore

Il sapore del Moscato è il suo punto di forza, che lo rende piacevole e appagante. In generale è molto dolce e morbido, con una buona acidità e una leggera effervescenza. Può variare a seconda della varietà, che possono portare note di frutta esotica, agrumi, fiori, muschio, noce moscata, miele, caramello, vaniglia e spezie, dal terroir, da cui possono derivare note minerali, salmastre, vulcaniche e terrose. Il sapore del Moscato dipende anche dallo stile di vinificazione, che può conferire note di lievito, pane tostato, mandorla e nocciola, ed infine dall’affinamento, con cui può acquisire note di frutta secca, frutta candita, marmellata, cioccolato e tabacco.

Retrogusto

Il retrogusto del Moscato è il suo segno distintivo, che lo rende persistente e complesso. Il retrogusto del Moscato è molto lungo e variegato. Anche qui ritroviamo note fruttate, floreali, speziate e mielose, varia a seconda della varietà, che possono portare note di frutta esotica, agrumi, fiori, muschio, noce moscata, miele, caramello, vaniglia e spezie, dal terroir, con le sue note minerali, salmastre, vulcaniche e terrose, dallo stile di vinificazione, con le tipiche note di lievito, pane tostato, mandorla e nocciola, ed infine dall’affinamento, con le caratteristiche note di frutta secca, frutta candita, marmellata, cioccolato e tabacco.

Gli stili di produzione dei vini della famiglia del Moscato

La famiglia del Moscato offre una grande varietà di stili di produzione, che spaziano dai vini secchi ai vini dolci, dagli spumanti ai vini liquorosi, dai vini giovani ai vini invecchiati. Di seguito, una descrizione dei principali stili di produzione dei vini della famiglia del Moscato, insieme alle loro caratteristiche e peculiarità.

Vini secchi

I vini secchi sono quelli che hanno una bassa o nulla presenza di zuccheri residui, e che si distinguono per la loro freschezza e acidità. Possono essere bianchi, rossi o rosati, a seconda del colore della buccia delle uve usate e dall’eventuale processo di macerazione. Possono essere prodotti con diversi metodi di vinificazione, come la fermentazione in acciaio, in legno o in anfora, e possono essere sottoposti a diversi processi di affinamento, come la malolattica, il bâtonnage o l’invecchiamento in bottiglia. Alcuni esempi di vini secchi della famiglia del Moscato sono:

  • Moscato di Terracina: Un vino bianco secco, fresco e fruttato, prodotto con uve Moscato di Terracina nella regione del Lazio. Ha note di frutta bianca, fiori, erbe e minerali, e si abbina bene con antipasti, pesce e formaggi freschi.
  • Moscato Rosa: Un vino rosato secco, elegante e profumato, prodotto con uve Moscato Rosa nella regione del Trentino-Alto Adige. Ha note di rosa, frutti di bosco, liquirizia e pepe, e si abbina bene con pesce, carne bianca, funghi e formaggi morbidi.
  • Moscato Nero: Un vino rosso secco, intenso e complesso, prodotto con uve Moscato Nero nella regione della Sicilia. Ha note di frutta nera, prugna, spezie e cuoio, e si abbina bene con carni rosse, selvaggina, stufati e formaggi stagionati.

Vini dolci

I vini dolci sono quelli che hanno una elevata presenza di zuccheri residui, e che si distinguono per la loro dolcezza e morbidezza. Possono essere bianchi, rossi o rosati, a seconda del colore della buccia delle uve usate, ed anche in questo caso dall’eventuale processo di macerazione. Possono essere prodotti con diversi metodi di vinificazione, come la vendemmia tardiva, l’appassimento, con uve attaccate da botrite (muffa nobile), la fortificazione o la criomacerazione. Alcuni esempi di vini dolci della famiglia del Moscato sono:

  • Moscato d’Asti: Un vino bianco dolce, frizzante e aromatico, prodotto con uve Moscato bianco nella regione del Piemonte. Ha note di frutta esotica, fiori, miele e noce moscata, e si abbina bene con dessert, formaggi erborinati e foie gras.
  • Moscato di Pantelleria: Un vino bianco dolce, passito e intenso, prodotto con uve Zibibbo nella regione della Sicilia. Ha note di albicocca, miele, agrumi e spezie, e si abbina bene con dessert, formaggi stagionati e frutta secca.
  • Moscato di Scanzo: Un vino rosso dolce, passito e complesso, prodotto con uve Moscato rosa nella regione della Lombardia. Ha note di rosa, ciliegia, cannella e chiodi di garofano, e si abbina bene con dessert al cioccolato, frutta secca e formaggi stagionati.

Spumanti

Gli spumanti sono quelli che hanno una presenza di anidride carbonica, che conferisce loro effervescenza e vivacità. Possono essere bianchi, rossi o rosati, a seconda del colore della buccia delle uve usate ed ovviamente dall’eventuale processo di macerazione. Possono essere prodotti con diversi metodi di spumantizzazione, come il metodo classico, il metodo ancestrale o il metodo Charmat. Alcuni esempi di spumanti della famiglia del Moscato sono:

  • Asti spumante: Lo spumante dolce e frizzante per eccellenza, prodotto con uve Moscato bianco nella regione del Piemonte. Ha note di frutta esotica, fiori, miele e noce moscata, e si abbina bene con dessert, formaggi erborinati e foie gras.
  • Moscato Giallo: Uno spumante dolce e frizzante, prodotto con uve Moscato giallo nella regione del Veneto. Ha note di frutta esotica, fiori, miele e spezie, e si abbina bene con dessert, formaggi erborinati e foie gras.
  • Moscato Fior d’Arancio: Uno spumante dolce e frizzante, prodotto con uve Moscato giallo nella regione del Veneto. Ha note di arancia, mandarino e bergamotto, e si abbina bene con dessert, formaggi erborinati e foie gras.

Vini liquorosi

I vini liquorosi sono quelli che hanno una elevata gradazione alcolica, ottenuta tramite l’aggiunta di alcol o di mosto concentrato. Possono essere bianchi, rossi o rosati, a seconda del colore della buccia delle uve usate e, manco a dirlo, dall’eventuale processo di macerazione. Possono essere prodotti con diversi metodi di fortificazione, come il solera (o delle criaderas) o il rancio. Alcuni esempi di vini liquorosi della famiglia del Moscato sono:

  • Moscato di Trani: Un vino bianco liquoroso, invecchiato e complesso, prodotto con uve Moscato bianco nella regione della Puglia. Ha note di frutta candita, miele, caramello e vaniglia, e si abbina bene con dessert, formaggi stagionati e frutta secca.
  • Moscato Rosa: Un vino rosso liquoroso, invecchiato e complesso, prodotto con uve Moscato rosa nella regione del Trentino-Alto Adige. Ha note di rosa, ciliegia, cannella e chiodi di garofano, e si abbina bene con dessert al cioccolato, frutta secca e formaggi stagionati.
  • Moscatello di Castiglione in Teverina: Un vino bianco liquoroso, passito e intenso, prodotto con uve Moscatello selvatico nella regione dell’Umbria. Ha note di frutta esotica, fiori, miele e spezie, e si abbina bene con dessert, formaggi erborinati e foie gras.

Gli abbinamenti migliori con il cibo

La famiglia del Moscato offre una grande varietà di abbinamenti con il cibo, che dipendono dallo stile, dal colore e dalla dolcezza del vino. In generale, i vini della famiglia del Moscato si sposano bene con i piatti dolci, i formaggi, il foie gras e la frutta, ma possono anche accompagnare piatti salati, a base di pesce, carne o verdure. Di seguito, alcuni esempi di abbinamenti tra vini e cibi della famiglia del Moscato, che vi faranno scoprire e apprezzare le delizie di questi vini.

  • Moscato d’Asti e panettone: un abbinamento classico e goloso, che si adatta alle feste natalizie e alle occasioni speciali. Il Moscato d’Asti è un vino dolce e frizzante, che esalta il profumo e il sapore del Moscato. Il panettone è un dolce tipico del nord Italia, a base di pasta lievitata con uvetta, canditi e scorza di arancia. La dolcezza e l’effervescenza del Moscato d’Asti contrastano e puliscono il palato dal grasso e dal sapore del panettone, creando un equilibrio armonioso e piacevole.
  • Moscato di Pantelleria e cannoli siciliani: un abbinamento regionale e tipico, che esprime la cultura e il territor della Sicilia. Il Moscato di Pantelleria è un vino dolce, passito e intenso, che esalta il profumo e il sapore dello Zibibbo. I cannoli siciliani sono dei dolci tipici della Sicilia, a base di pasta fritta ripiena di ricotta, canditi e cioccolato. La dolcezza e la complessità del Moscato di Pantelleria accompagnano e valorizzano i sapori dei cannoli siciliani, creando un connubio gustoso e raffinato.
  • Moscato Giallo e formaggio di fossa: un abbinamento insolito e sorprendente, che mette in contrasto due prodotti diversi ma complementari. Il Moscato Giallo è un vino dolce e frizzante, che esalta il profumo e il sapore del Moscato. Il formaggio di fossa è un formaggio stagionato in fosse scavate nel terreno, tipico dell’Emilia-Romagna e delle Marche. Ha un sapore forte, piccante e aromatico, con note di tartufo, erbe e spezie. La dolcezza e l’aromaticità del Moscato Giallo contrastano e bilanciano il sapore del formaggio di fossa, creando un contrasto interessante e stimolante.
  • Moscato Rosa e foie gras: un abbinamento elegante e raffinato, che si adatta alle occasioni speciali e ai palati esigenti. Il Moscato Rosa è un vino dolce e frizzante, che esalta il profumo e il sapore del Moscato. Il foie gras è un prodotto gastronomico di origine francese, a base di fegato d’oca o d’anatra grasso. Ha un sapore delicato, untuoso e persistente, con note di burro, nocciole e frutta. La dolcezza e la complessità del Moscato Rosa accompagnano e valorizzano il sapore del foie gras, creando un connubio armonioso e piacevole.

La famiglia del Moscato è una delle più antiche e aromatiche del mondo. Offre una grande varietà di vitigni, di stili e di territori, che si riflettono nei suoi vini, apprezzati in tutto il mondo. In questo articolo abbiamo visto la storia del Moscato, le caratteristiche ampelografiche, le zone di vocazione, le denominazioni di origine, le caratteristiche organolettiche, gli stili di produzione e gli abbinamenti migliori con il cibo. Speriamo di avervi fatto scoprire e apprezzare la ricchezza e la diversità del mondo del Moscato, e di avervi invogliato a provare e a degustare i vini di questa famiglia. Se avete domande, curiosità o esperienze da raccontare sui vini del Moscato, lasciate un commento qui sotto. Saremo felici di leggervi e di rispondervi. Salute! 🍷

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