Cultura enologica,  l'angolo del vitigno,  viticoltura,  vitigni

L’Angolo del Vitigno: ep. #14 – Il Sagrantino: un vitigno autoctono italiano dal fascino antico

Il Sagrantino è un vitigno a bacca nera che cresce nelle colline dell’Umbria, una regione del centro Italia nota per la sua ricchezza storica, artistica e gastronomica. Il Sagrantino è il protagonista di uno dei vini rossi più pregiati e apprezzati del panorama enologico nazionale e internazionale: il Montefalco Sagrantino DOCG, un vino di grande struttura, intensità e longevità, che si declina in due versioni, secca e passita.

Ma qual è la storia di questo vitigno? Quali sono le sue caratteristiche ampelografiche? Quali sono le zone di vocazione e le denominazioni di origine collegate? Quali sono le caratteristiche organolettiche dei vini che ne derivano? Quali sono gli stili di produzione e gli abbinamenti migliori con il cibo? In questo articolo cercheremo di rispondere a queste domande, per scoprire il fascino e la personalità di questo vitigno autoctono italiano.

Storia del Sagrantino

Le origini del Sagrantino sono avvolte nel mistero e sono oggetto di diverse ipotesi. Una teoria lo ritiene originario della Grecia, da dove sarebbe stato importato in Italia da monaci bizantini tra il VII e l’VIII secolo. Un’altra teoria lo riconduce all’Asia Minore, da dove sarebbe giunto in Umbria al seguito di frati francescani tra il XIV e il XV secolo. In entrambi i casi, la storia del Sagrantino è legata all’importanza delle comunità religiose in Umbria e al suo uso sacro durante le funzioni liturgiche, da cui deriverebbe anche il nome “Sagrantino”, che richiama il termine “sagrestia” o il concetto di “sacro”.

Le prime testimonianze documentate del vitigno risalgono al XVI secolo, quando viene citato in alcuni atti notarili relativi alla vendita di terreni vitati nella zona di Montefalco. Il vitigno viene coltivato prevalentemente per la produzione di un vino dolce passito, ottenuto facendo appassire le uve su graticci o cannicci per almeno due mesi. Questo vino viene consumato nelle occasioni festive o nelle celebrazioni religiose, come la Pasqua o il Natale.

Il Sagrantino rimane un vino locale, poco conosciuto al di fuori della sua zona di produzione, fino agli anni ’70 del XX secolo, quando alcuni produttori pionieri iniziano a sperimentare una versione secca del vino, ottenuta vinificando le uve fresche senza appassimento. Questa versione si rivela una vera rivelazione, capace di esprimere tutta la potenza e la complessità del vitigno, con una grande concentrazione di colore, profumi e tannini. Il Sagrantino secco conquista presto i palati degli appassionati e dei critici, che ne apprezzano la personalità e la capacità di invecchiamento.

Nel 1979 viene riconosciuta la DOC Montefalco, che prevede l’utilizzo del Sagrantino sia nella versione passita che nella versione secca. Nel 1992 la DOC viene elevata a DOCG, con il nome di Montefalco Sagrantino, attestando così il valore e la tipicità di questo vino. Oggi il Sagrantino è considerato uno dei grandi vini rossi italiani, capace di competere con i più famosi vini internazionali.

Caratteristiche ampelografiche del Sagrantino

Il Sagrantino è un vitigno a bacca nera che presenta le seguenti caratteristiche ampelografiche:

  • L’apice del germoglio è a ventaglio cotonoso, di colore verde biancastro con orli carminati.
  • La foglia adulta è media, orbicolare o trilobata a volte quinquelobata; il seno peziolare è ad U; la pagina superiore è vescicolosa o bollosa; quella inferiore presenta una tomentosità di tipo lanuginoso. Le nervature sono setolose, la dentatura è di media-grande ampiezza, di base stretta, con margini leggermente convessi.
  • Il grappolo è medio-piccolo, cilindrico-conico, alato, talvolta spargolo per colatura.
  • L’acino è piccolo, sferoidale, con buccia mediamente o molto pruinosa, di colore nero, di media grossezza, consistente.

Zone di vocazione e denominazioni di origine del Sagrantino

Il Sagrantino è un vitigno autoctono dell’Umbria, dove trova la sua massima espressione nella zona di Montefalco e nei comuni limitrofi di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell’Umbria, tutti in provincia di Perugia. Questa zona è caratterizzata da un clima temperato con escursioni termiche notevoli tra il giorno e la notte, da un’altitudine compresa tra i 200 e i 500 metri sul livello del mare e da un terreno argilloso-calcareo con presenza di scheletro.

Il Sagrantino è il vitigno principale della DOCG Montefalco Sagrantino, che prevede l’utilizzo esclusivo del 100% di uva Sagrantino, sia per la versione secca che per la versione passita. Il disciplinare stabilisce inoltre un periodo minimo di invecchiamento di 37 mesi per la versione secca e di 30 mesi per la versione passita, di cui almeno 12 in botti di legno.

Il Sagrantino è inoltre utilizzato nella DOC Montefalco, che prevede l’utilizzo del 10-15% di uva Sagrantino in assemblaggio con il Sangiovese (60-70%) e altre uve a bacca rossa non aromatiche (15-30%) per la produzione del Montefalco Rosso. Il disciplinare stabilisce un periodo minimo di invecchiamento di 18 mesi per il Montefalco Rosso e di 30 mesi per il Montefalco Rosso Riserva.

Caratteristiche organolettiche dei vini prodotti con il Sagrantino

I vini prodotti con il vitigno Sagrantino presentano le seguenti caratteristiche organolettiche:

  • Il Montefalco Sagrantino secco ha un colore rosso rubino intenso, talvolta con riflessi violacei, che tende al granato con l’invecchiamento. Al naso ha un profumo intenso e persistente, con note di frutti rossi maturi, prugna, mora, ciliegia sotto spirito, spezie dolci, cannella, vaniglia, tabacco, cuoio e terra. Al palato ha un sapore secco, caldo, robusto, tannico, armonico e vellutato, con una lunga persistenza aromatica.
  • Il Montefalco Sagrantino passito ha un colore rosso rubino carico con riflessi aranciati. Al naso ha un profumo intenso e complesso, con note di frutti rossi confettati, marmellata di prugne e more, fichi secchi, datteri, uvetta, caramello, miele e spezie dolci. Al palato ha un sapore dolce ma non stucchevole, caldo, morbido, equilibrato e persistente.

Gli stili di produzione dei vini prodotti con il Sagrantino

I vini prodotti con il vitigno Sagrantino possono essere suddivisi in due stili principali: quello tradizionale e quello moderno.

Lo stile tradizionale si basa su una vinificazione classica in acciaio o cemento e su un affinamento in botti grandi di rovere o castagno per almeno 12 mesi. Questo stile esalta le caratteristiche naturali del vitigno, dando origine a vini dal colore profondo e dai profumi intensi e complessi. I tannini sono marcati ma ben integrati nel corpo del vino. Questi vini richiedono una lunga maturazione in bottiglia prima di essere apprezzati al meglio.

Lo stile moderno si basa su una macerazione più breve e su un affinamento in barrique o tonneaux di rovere francese per almeno 12 mesi. Questo stile enfatizza la morbidezza e la rotondità del vino, attenuando la tannicità e la rusticità del vitigno. I vini risultano più fruttati e speziati, con note di vaniglia, cioccolato e caffè. Questi vini sono più accessibili in giovane età, ma possono perdere parte della loro identità e tipicità.

Gli abbinamenti migliori con il cibo per i vini prodotti con il Sagrantino

I vini prodotti con il vitigno Sagrantino sono vini di grande personalità e struttura, che richiedono abbinamenti adeguati con il cibo. In generale, si consiglia di abbinare i vini secchi con piatti di carne rossa, selvaggina, arrosti, brasati, stufati, formaggi stagionati e salumi tipici dell’Umbria, come il prosciutto di Norcia o la porchetta. I vini passiti si sposano bene con dolci a base di frutta secca, cioccolato, miele e mandorle, come il panpepato, il torcolo o i tozzetti. Si possono anche provare abbinamenti contrastanti con formaggi erborinati o piccanti.

Spero che questo articolo ti sia piaciuto e ti abbia fatto conoscere meglio il vitigno Sagrantino e i suoi vini. Se vuoi approfondire l’argomento o scoprire altri vitigni autoctoni italiani, puoi visitare il sito Quattrocalici oppure Wein.Plus, fonti ricche di informazioni e curiosità sul mondo del vino italiano. Grazie infinite per avermi letto ed un arrivederci al prossimo articolo! 😊

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *