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L’Angolo del Vitigno ep. #9

Cammina cammina, siamo arrivati al nono appuntamento con i nostri vitigni. Questa settimana ci spostiamo verso sud, espandendoci anche verso la Lombardia, dove tra le colline che ospitano il Barbera e i monti della Valtellina, si cela un tesoro enologico dalle sfumature affascinanti: il Nebbiolo Rosé. Questa variante del celebre vitigno Nebbiolo ha una storia intrigante, caratteristiche uniche e produce vini che uniscono l’eleganza del Nebbiolo con la freschezza e la leggerezza di un vino rosé. In questo articolo, esploreremo la storia, le caratteristiche e le potenzialità del Nebbiolo Rosé.

Storia del Nebbiolo Rosé: Un’Evoluzione Creativa

L’origine del Nebbiolo Rosé risale a una ricerca enologica che ha unito tradizione e innovazione. Il Nebbiolo, celebre per i suoi vini rossi di grande struttura come il Barolo e il Barbaresco, è stato reinterpretato in chiave rosata per creare qualcosa di fresco e originale. Questa nuova espressione ha iniziato a farsi strada negli ultimi anni, trovando apprezzamento tra gli amanti del vino alla ricerca di nuove esperienze sensoriali. Tuttavia, anche se a lungo tempo è stato considerato come un biotipo del Nebbiolo, oggi sappiamo che si tratta di una varietà a sé stante, anche se strettamente correlata con il più blasonato vitigno.

Caratteristiche Ampelografiche del Nebbiolo Rosé: Eleganza e Raffinatezza

Le viti di Nebbiolo Rosé condividono molte caratteristiche con il Nebbiolo tradizionale. Le foglie sono di dimensioni medie e i grappoli sono compatti, ma ciò che differenzia il Nebbiolo Rosé è la maturazione anticipata ed il colore delle bacche: un rosso vivace che prelude alla freschezza del vino che verrà.

In Valtellina, dove la siccità rappresenta una vera e propria sfida, trova il suo habitat naturale proprio per la sua capacità di resistere a tali dure condizioni climatiche. È anche una varietà più rustica e vigorosa, che soffre meno di acinellatura e problemi di fioritura nelle annate difficili. Spesso viene impiantato con altri biotipi di Nebbiolo.

Diffusione sul Territorio e Denominazioni

La diffusione del Nebbiolo Rosé è ancora in crescita, ma si concentra principalmente nelle regioni piemontesi che sono la patria del Nebbiolo tradizionale, più precisamente nelle aree del Barolo DOCG e del Barbaresco DOCG. Nonostante sia ancora un fenomeno emergente, diverse aziende vitivinicole stanno sperimentando con questa varietà per offrire ai consumatori una nuova esperienza gustativa. In Valtellina, altra zona dove è presente, il Nebbiolo Rosé è identico alla varietà locale denominata Chiavennaschino, nelle zone del Rosso di Valtellina DOC, Valtellina Superiore DOCG e Sfursat di Valtellina DOCG.

Attualmente il vino Nebbiolo d’Alba DOC spumante rosé è una delle tipologie di vino previste dalla denominazione Nebbiolo d’Alba DOC. Tuttavia, molte aziende utilizzano l’indicazione geografica tipica (IGT) per classificare i loro vini a base di Nebbiolo Rosé.

Caratteristiche dei Vini di Nebbiolo Rosé: Freschezza e Complessità

I vini prodotti con il vitigno Nebbiolo Rosé sono un incantevole connubio di freschezza e complessità. Famosi per il colore chiaro, al naso rilasciano note di fragola, ciliegia e petali di rosa, mentre in bocca si esprimono con una piacevole acidità che li rende vivaci e rinfrescanti. Nonostante la leggerezza, possono presentare anche sfumature di spezie e una struttura elegante. È difficile trovare il Nebbiolo Rosé vinificato in purezza, principalmente per la scarsa diffusione. Normalmente quando viene utilizzato negli uvaggi, i produttori ne agggiungono fino al 20% per conferire profumo ai vini.

Conclusioni

Il Nebbiolo Rosé è una nuova interpretazione di un vitigno classico, una dimostrazione di come l’arte dell’enologia possa evolversi e sorprendere. Questo vino incarna l’equilibrio tra la tradizione e l’innovazione, regalando un’esperienza gustativa unica e coinvolgente. Se sei un appassionato di vino alla ricerca di nuove avventure enologiche, il Nebbiolo Rosé è sicuramente un’opzione da esplorare, una poesia rosa tra le colline italiane.

E tu hai mai assaggiato questo vino? Sentiti libero di commentare e condividere la tua esperienza.

E nel frattempo… cin cin!

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